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Seminario 'L'internazionale', sulla figura di Giangiacomo Feltrinelli

Dal 24 al 26 settembre ci siamo incontrati a Salecina, nel Canton Grigio in Svizzera, per il seminario 'L'internazionale', sulla figura di Giangiacomo Feltrinelli, e sul suo ruolo nel movimento rivoluzionario degli anni '60-'70.

Scopo del seminario era far conoscere un personaggio centrale nella storia di quegli anni, nel rispetto dei fatti storici verificati; al tempo stesso è stato molto utile per la messa a punto di un documentario biografico su Feltrinelli.

Eravamo il giusto numero per la sala utilizzata, con partecipanti provenienti da Zurigo, Genova, Torino, Como, Lugano, Parigi, e il seminario è stato condotto in due lingue, italiano e tedesco; l'apparato tecnico comprendeva la diretta streaming su Skype e sul canale web dedicato di Radio Arci Noerus.

Dopo la visione del film 'Assalto al cielo' di Francesco Munzi il venerdì sera, sabato è stata la giornata più intensa: all'introduzione di Pier Paolo Lisi è seguito l'intervento di Werner Schweizer 'Swiss', storico collaboratore della Fondazione Salecina e produttore cinematografico, che ha parlato del rapporto tra Feltrinelli e Theo Pinkus, creatore della Fondazione, e del coinvolgimento dell'editore nell'acquisto della cascina che ha ospitato il seminario.

A seguire è intervenuto Cecco Bellosi 'Cocco Bill', oggi impegnato nel volontariato sociale e nella scrittura di saggi storici, che ha parlato della sua collaborazione con i GAP, Gruppi di Azione Partigiana, l'organizzazione armata di Feltrinelli: fu lui, allora militante nella struttura di Lavoro illegale di Potere Operaio, a guidarlo nel passaggio del confine con la Svizzera il 1° di gennaio del 1970, dopo che l'editore aveva deciso di entrare in clandestinità. In seguito condusse altri trasporti dal confine in Italia, compresa una carovana di 12 ricetrasmittenti militari, necessarie per le interferenze di Radio GAP sulle frequenze del secondo canale della Rai.

Cecco Bellosi ha tenuto molto a chiarire la sua posizione sulle ipotesi fiorite intorno alla morte di Feltrinelli, l'argomento sicuramente più dibattuto nel seminario: per Cecco fu un incidente fortuito nella manipolazione dell'esplosivo, come si scoprì nell'indagine condotta dalle Brigate Rosse.

Pier Paolo Lisi, da parte sua, ha analizzato le modalità della morte: certamente vi fu un'esplosione sul traliccio, a tre metri di altezza, e sicuramente Feltrinelli venne coinvolto da quell'esplosione; l'incongruenza è che vi fosse già una seconda carica di esplosivo pronta ai piedi di un pilone: “perché issare e fissare oltre 80 chili di corpo esanime, manovrando sul metallo scivoloso nella notte di nebbia, con il rischio di saltare in aria e la necessità dopo lo scoppio di far sparire le tracce dei legamenti con cui sarebbe stato necessario assicurare il corpo al longherone del traliccio?”.

La sera, di sabato, abbiamo proiettato 'Feltrinelli' di Alessandro Rossetto, del 2006, coprodotto da Werner Schweizer insieme alla casa di produzione Eskimosa del gruppo Feltrinelli; diversi interventi hanno sottolineato l'incompletezza del documentario riguardo la biografia di Giangiacomo, Swiss ne ha attribuito la ragione a una regia sofferta per un difficile rapporto con Carlo Feltrinelli. Che alla fine si ritirò del progetto eliminando la possibilità della distribuzione del film in Italia.

Nel complesso il seminario è andato bene, ha dato molte indicazioni utili per la scrittura della sceneggiatura definitiva del documentario, ed è stata veramente molto stimolante l'esperienza di vita comunitaria immersi in un panorama bellissimo.

 

Le foto dell'evento

Un estratto audio dell'evento

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